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AICS Genova è il Comitato Provinciale di Genova dell’Associazione Italiana Cultura e Sport. In parole semplici siamo i “rappresentanti” nella nostra città di questo Ente di Promozione, uno dei principali Enti a livello nazionale. Compito del nostro Comitato è fornire un aiuto concreto a tutti i circoli e le associazioni che intendono svolgere al meglio e nel rispetto delle leggi la propria attività sportiva, culturale, ricreativa, ecc.
Aics Genova vanta uno staff giovane e competente ed è apolitico.

Dove siamo
Via Galata 33/6a 16121 Genova
orario: dal lun al ven dalle 14.30 alle 18.30
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Contatti
tel. 010.55.33.045
email aics@aics.liguria.it

CHI SIAMO

AICS Genova è il Comitato Provinciale di Genova dell’Associazione Italiana Cultura e Sport. In parole semplici siamo i “rappresentanti” nella nostra città di questo Ente di Promozione, uno dei principali Enti a livello nazionale. Compito del nostro Comitato è fornire un aiuto concreto a tutti i circoli e le associazioni che intendono svolgere al meglio e nel rispetto delle leggi la propria attività sportiva, culturale, ricreativa, ecc.

Aics Genova vanta uno staff giovane e competente ed è apolitico.

Presentazione:

L'AICS (Associazione Italiana Cultura Sport) nasce nel 1962 come ente nazionale di promozione sportiva. Nel corso degli anni estende il raggio d'azione alle aree della cultura, delle politiche sociali, del terzo settore, del turismo, dell'ambiente, della protezione civile e della formazione. Attraverso la CSIT (Confédération Sportive Internationale du Travail), la FISpT (Fédération Internationale du Sport pour Tous), il BITS (Bureau International du Tourisme Social) intrattiene una considerevole rete di relazioni a livello internazionale con Associazioni con finalità educative, sportive, culturali, ambientalistiche, turistiche, solidaristiche con milioni di aderenti e molte decine di migliaia di volontari

Con il 15° Congresso Nazionale , "Per la Solidarietà e lo Sport di Cittadinanza", a Sorrento nella primavera 2009 l'AICS ha rilanciato ruolo e mission sui nuovi scenari della promozione sportiva e dell'associazionismo qualificandolo in relazione alle nuove domande e ai modificati bisogni sociali. Saldamente ancorata alle radici dell'umanesimo laico e coerente alle etiche della sua memoria storica l'AICS avverte l'esigenza di ribadire la propria funzione sociale e il ruolo che lo sport e la cultura per tutti hanno nei percorsi di cittadinanza e di riorganizzazione dei nuovi sistemi di welfare,

L'AICS, seguendo i principi ispiratori del Libro Bianco dell'Unione Europea, rivolge una particolare attenzione verso il diritto di tutti allo sport come strumento per la formazione della persona, per l'integrazione e le pari opportunità, per la tutela della salute, per la lotta contro il razzismo e la violenza e per promuovere lo sviluppo sostenibile.

L'AICS è riconosciuta dal CONI quale Ente Nazionale di Promozione Sportiva, dal Ministero dell'Interno quale Ente con finalità assistenziali, dal Ministero del Lavoro quale Ente di Promozione Sociale e dal Ministero della Solidarietà Sociale per l'attività a favore degli immigrati. E' convenzionata con il Ministero della Giustizia per le attività di prevenzione del disagio giovanile e di reinserimento sociale. E' riconosciuta dal Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri quale organizzazione di volontariato. Aderisce alla FITuS (Federazione Italiana Turismo Sociale) per le importanti iniziative per favorire il sostegno al turismo sociale e di cittadinanza come quella dei Buoni Vacanze ed al Forum Permanente del Terzo Settore, per le grandi battaglie sociali e il sostegno e la promozione delle organizzazioni di terzo settore.

La struttura dell'AICS si articola in Comitati Regionali, Provinciali, Interprovinciali e Zonali cui si possono affiliare società sportive e circoli polivalenti in sintonia con le finalità statutarie dell'Associazione. L'AICS è radicata su tutto il territorio nazionale con 9.000 sodalizi che costituiscono i capisaldi di una rete policentrica in forte espansione cui aderiscono oltre 800.000 soci motivati dal senso dell'identità e dell'appartenenza.

Storia:

La società industriale e quella postindustriale, grazie alle profonde trasformazioni che hanno accresciuto la produttività, hanno permesso di liberare quantità crescenti di tempo libero. L'appropriazione di questo tempo libero, o "tempo liberato", è stata oggetto di un confronto tra forze sociali e politiche che hanno portato, negli ultimi 150 anni, a ridurre la durata annuale del lavoro da circa 4000 ore/anno verso la metà del XIX secolo alle odierne 1800 ore. Una posta in gioco che ha avuto come protagonisti diversi attori (datori di lavoro, lavoratori e le loro famiglie, le associazioni del tempo libero e lo Stato) e che è stata affrontata su diversi piani: da un lato la durata giornaliera del lavoro, il tempo di riposo settimanale, le vacanze pagate, l'età di pensionamento ma anche la delega dello Stato agli enti locali e alle altre strutture pubbliche e, dall'altro, con l'affermazione del tempo libero come momento di svago e di divertimento intesi come ricreazione dello spirito, distratto dalle preoccupazioni abituali e volto a creare piacere, benessere ed elevazione culturale dell'individuo, lo sviluppo delle libere associazioni democratiche e autonome del tempo libero.

La cosi detta "qualità della vita" è misurata dal grado di benessere della società, dalla gerarchia dei valori ai quali fa riferimento, dei servizi sociali di cui è dotata, tutti aspetti che determinano l'allocazione del denaro pubblico e privato per soddisfarne i bisogni.

Questo fenomeno sociale assume oggi diverse forme quali lo sport, le attività che avvantaggiano il contatto con la natura, quelle creative (manuali, artistiche o culturali), la scoperta del mondo (turismo sociale e di conoscenza). Tali esigenze trovano risposta sia attraverso solidi organismi, da tempo istituzionalizzati in forme pubbliche e private, ma anche in forme di aggregazione spontanee, piuttosto libere, nate dal semplice piacere di praticare lo svago (loisir) e spesso mosse da un sentimento sociale a difesa dei settori più deboli e marginali della società.

In questo quadro, un'associazione come l'AICS ritiene necessario, dopo quasi 50 anni di storia, avviare una rivisitazione della propria esperienza nella convinzione che narrare una storia, la "propria storia", è un modo privilegiato attraverso cui le persone, le istituzioni, le società e le culture comunicano tra loro da un lato per affermare la loro specifica identità e dall'altro per negoziare uno spazio d'azione che tiene conto anche dell'esistenza di altre identità e dei loro spazi.

Raccontare la "propria" storia è anche un modo per "ri-costruirla" con gli occhi del presente, per dare un significato al passato e per progettare il futuro.

Spesso, ricordare narrando, contribuisce a costruire delle "mitologie" che si "colorano" attraverso le emozioni, quando ci sono, dei narratori.

Così, quelli "che c'erano" raccontano la straordinaria cavalcata di un pugno di socialisti volontari ed entusiasti che, come recita il sito dell'Aics, si sono associati diventando animatori, tecnici e dirigenti prima di circoli sportivi, cogliendo risultati organizzativi e agonistici notevoli, in campo nazionale e internazionale, e poi, nel corso degli anni, hanno esteso il loro raggio d'azione alle attività di tempo libero, culturali, solidaristiche, ambientali, turistiche, di formazione e infine hanno promosso strutture associative di promozione sociale e di volontariato.

Ancor oggi, attraverso il racconto dei tanti dirigenti di base, che hanno condiviso questo percorso, sentono dentro di loro e tra loro vibrazioni ed emozioni importanti che bisogna trasmettere a "quelli che non c'erano", ma che oggi ci sono (e come ci sono!), se si vuole che l'A.I.C.S. abbia un futuro.

Si diceva "proiettare nel futuro la propria esistenza", ma per far ciò sappiamo che dobbiamo guardaci intorno per cogliere, nel raccontare la "nostra storia", il contesto storico nel quale questa si è svolta, riconoscere i protagonisti che insieme con noi hanno percorso questa esperienza nell'intento di raggiungere obiettivi comuni, magari in forme diverse, e i protagonisti che hanno contrastato il nostro impegno.

Per questo vogliamo dare un segno concreto che dovrebbe impegnare l'attività culturale dell'Associazione nel prossimo futuro.